PROGETTO: Da 75 anni DonAvis


con i ragazzi della 5E del Liceo Scientifico
G. Ferraris di Varese

Avis Comunale Varese ha realizzato questo progetto con i ragazzi della 5E del Liceo Scientifico G. Ferraris di Varese, guidati dal Professor Christian Liberatore.

Il progetto consisteva nella realizzazione di un questionario da inviare agli oltre 3300 soci donatori di sangue di Avis Comunale Varese e da delle interviste da realizzare nel centro città (Piazza Repubblica) per celebrare i 75 anni di fondazione della nostra Avis. Il progetto si è chiuso il 29 maggio 2026 con la consegna degli attestati ai partecipanti ed una targa per la classe. Di seguito riportiamo i report relativi al questionario ed alle interviste in piazza svolte dai ragazzi. Riportiamo i lavori di tutti i gruppi affinché si possano apprezzare i diversi modi e valutazioni espresse nei due elementi del progetto (questionario ed intervista.). Gli stessi ragazzi hanno realizzato dei manifesti, con tecnica simile al collage, di ispirazione futurista che sono stati esposti presso il nostro punto informativo in piazza Podestà nella giornata del 13 giugno, giornata in cui abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che ricorre il 14 giugno di ogni anno..

LA NOSTRA INDAGINE PER IL PROGETTO AVIS

 Noi ragazze della classe di 5ª E del liceo Ferraris abbiamo svolto un’indagine attraverso un questionario, volta a comprendere il profilo, le motivazioni e il vissuto dei donatori di sangue e plasma.

Profilo

Il campione dei rispondenti è composto prevalentemente da uomini (59,5%) rispetto alle donne (40,5%). La fascia d’età più rappresentata è quella adulta, con il 51% dei donatori compresi tra i 36 e i 55 anni, seguita da un 24% di over 55.

Dal punto di vista sociale e professionale, emerge un alto livello di istruzione: l’82,4% dei donatori possiede almeno un diploma di scuola superiore o una laurea. La categoria professionale più frequente è quella degli impiegati (52,4%), seguita da liberi professionisti e operai. Questi dati delineano un profilo di donatore istruito e inserito attivamente nel mondo del lavoro.

Frequenza e tipologia

La donazione non è un atto sporadico, ma un impegno a lungo termine. Il 28% del campione dona da oltre 20 anni e il 29% ha effettuato più di 40 donazioni nella propria vita. Sebbene la donazione di sangue sia prevalente, il 37,5% ha effettuato anche donazioni di plasma.

Motivazioni

Il sondaggio esplora le ragioni profonde che spingono verso questo gesto di cittadinanza attiva: la maggior parte ha iniziato per sensibilità personale (51,7%) o per un forte senso civico (31,8%). Molto meno influenti sono stati i consigli di amici o parenti (11,3%). Tra le caratteristiche personali che portano a essere donatori, spicca il senso di responsabilità (49,3%) e l’interesse verso il prossimo. Il 95,1% dei partecipanti ritiene “molto importante” donare. Le ragioni principali di questa importanza risiedono nel fatto che il sangue non può essere prodotto in laboratorio (40,2%) e che i donatori sono un numero insufficiente rispetto al fabbisogno.

Impatto Emotivo

Uno dei dati più significativi riguarda il ritorno emotivo dell’atto della donazione. Quasi la totalità degli intervistati (97,1%) dichiara di sentirsi felice di aver compiuto una buona azione dopo il prelievo.

Quando si tratta di invitare altri a donare, il messaggio principale non è solo legato alla salute, ma alla finalità ultima: “Può salvare una vita” (51,2%). Al contrario, ciò che potrebbe scoraggiare un donatore sono principalmente fattori fisici, come un malore post-donazione (33,7%), o una gestione poco attenta da parte del personale sanitario.

Percezione AVIS e coinvolgimento

L’associazione AVIS gode di un’altissima stima: il 73,3% degli intervistati assegna un punteggio di 10/10 all’importanza di organizzazioni che sensibilizzano alla solidarietà. I compiti principali riconosciuti ad AVIS sono la promozione della donazione (58,8%) e l’educazione sanitaria e sociale. Tuttavia, emerge un dato interessante sulla partecipazione attiva: il 60,1% non ha mai partecipato a iniziative pubbliche dell’associazione, suggerendo che il legame tra donatore e associazione sia spesso limitato al momento tecnico del prelievo.

Conclusione

Il donatore tipo è una persona mossa da un profondo altruismo che trova nella donazione una gratificazione personale immediata. Il compito delle future generazioni e delle istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’Educazione Civica, deve essere quello di trasformare quella “sensibilità personale” in un dovere civico diffuso, per garantire la sostenibilità di un sistema sanitario che poggia interamente sulla generosità dei singoli.

Per noi studentesse, partecipare a questo progetto è stato qualcosa di nuovo e molto importante. Prima non avevamo mai preso parte a iniziative come questa e non ci rendevamo davvero conto di quanto fosse grande l’impatto di AVIS. Analizzando questi dati abbiamo capito quanto la donazione e la solidarietà possano fare la differenza nella vita delle persone e quanto sia fondamentale che anche i giovani diventino più consapevoli e responsabili verso questi temi.

 

 

Progetto AVIS in piazza

 

Introduzione

Per questo progetto di Educazione Civica, noi ragazze di quinta liceo abbiamo affrontato un percorso di ricerca e approfondimento dedicato all’AVIS, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue. La classe è stata suddivisa in gruppi e ciascuno ha contribuito alla realizzazione di questionari rivolti sia ai donatori sia ai non donatori. All’interno dei questionari sono state inserite domande ipotetiche con relative risposte a scelta multipla, formulate per raccogliere opinioni, motivazioni e punti di vista differenti sul tema della donazione del sangue. Successivamente, la classe ha raccolto e organizzato tutti i dati ottenuti dai questionari. Attraverso questa fase di analisi delle risposte è stato possibile osservare tendenze, confrontare i risultati emersi e individuare aspetti significativi legati alla conoscenza dell’AVIS e alla percezione della donazione.

Analisi dei dati e domande poste

 “Conosci Avis?“, la risposta è stata molto positiva: il 67,9% degli intervistati dichiara di conoscerla, mentre solo una piccola minoranza (17%) non ne ha mai sentito parlare. Questo dimostra che l’organizzazione AVIS è ben nota nel territorio.

 Un punto cruciale del nostro studio riguarda la domanda: “per quale motivo non hai mai donato sangue/plasma?“. I dati evidenziano che la causa principale non è una questione ideologica, ma la mancanza di informazione (33,3%), seguita da problemi di salute (21,6%) e dalla paura (15,7%). Questo ci indica che c’è un grande potenziale di nuovi donatori che potrebbe essere attivato attraverso una comunicazione più capillare.

 “Sai quali sono le situazioni nelle quali c’è maggior bisogno di trasfusioni?“. Le risposte aperte hanno mostrato una buona consapevolezza: sono stati citati correttamente incidenti, emergenze ospedaliere, interventi chirurgici, trapianti e malattie gravi come leucemie e anemie.

 “Cosa ti stimolerebbe a diventare donatore?“, la spinta principale risulta essere la volontà di aiutare gli altri (52,9%) e la consapevolezza che il gesto “può salvare una vita” (21,6%).

Riguardo ai requisiti “Sai quali sono le caratteristiche principali che deve possedere una persona per diventare donatore?“, gli intervistati sono consapevoli che occorra essere in buona salute, avere uno stile di vita sano (niente droghe o abuso di alcol), essere maggiorenni e rispettare parametri di peso e analisi del sangue.

 “Quali sono le caratteristiche principali che deve possedere una persona per diventare volontario Avis?“, i partecipanti hanno sottolineato valori etici come l’altruismo, la costanza, la disponibilità e il desiderio di aiutare i bisognosi.

Alla domanda “Secondo te, quali sono i compiti principali di AVIS Varese?”, la risposta più scelta è stata la promozione della donazione (34%). Dopo vengono l’educazione sanitaria e il reclutamento di nuovi donatori, entrambe con il 17%.

 

 

Relazioni sul sondaggio

I Manifesti

Chiusura progetto